EREDITÀ DI GIOIA

Resta intatta in un tempo verticalela gioia, di quando, di Neruda, si cantava l'impetuosa tristezza.
Al convegno di inesplorate solitudini la deflagrazione devastava il volto della menzogna.
Nulla poteva il pudore per la ferita, di chi, dalla vita si era difeso Attonito e lacero, lo sguardo cercava una compostezza non più a misura dei nuovi corpi vibrati dalla grazia.
Passi sfioranti su suoli di gemme parevano volare verso l'allaccio del cuore.
Sperpero di palpiti, umori e memorie spaventate risuonavano come pietre e foglie oltre le volte del ponte. E dalla tasca dove le dita si allacciavano forte frammenti di ametista scivolavano fino al selciato di quel cielo dipinto tra il luccicare dei castagni e l'abbraccio della nebbia.
Un colore dall'identico profumo risuona sempre per gli spazi delle notti silenziose dove, come Pablo cantava, si respira la tua eredità di gioia.
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